Druglove.

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Quand’è che smettiamo di essere animali razionali e ci lasciamo andare completamente alla mercé degli eventi ? Quando ci innamoriamo, la risposta è quando amiamo o comunque quando crediamo di amare e io non riesco a fare a meno di pensare se questo sia veramente ciò che accade o se sia solo una scusa.

Mi spiego meglio, cresciamo con le favole e poi con i libri, i film e le persone che ci parlano di questa fantomatica forza mistica e primordiale tutto muove e tutto può … l’amor che move il sole e l’altre stelle per intenderci. Tutto è lecito in amore perché all’amore non si può resistere … non possiamo nulla di fronte a questo impeto che ci sopraffà.

Ma è veramente così oppure finiamo coll’essere inevitabilmente condizionati da quella che forse altro non è che una leggenda metropolitana che esiste dall’inizio dei tempi ?

Ma siamo proprio sicuri che non si possa resistere all’amore ? Cos’è una malattia … ? Una psicosi …? Non siamo poi molto diversi dalle bestie o dai serial killer che non sanno resistere ai loro impulsi in questo modo.

Io credo che si possa resistere all’amore, se ci emancipiamo dalla romantica e fiabesca concezione di questo sentimento come di una specie di parassita che ti entra nel cervello e te lo contamina inesorabilmente, possiamo farlo. Possiamo decidere che si va bene siamo innamorati ma c’è anche altro nella vita, la dignità ad esempio o la sopravvivenza … o l’autoconservazione della propria salute mentale. Una cosa tipo “ok, ti amo ma non posso permetterti di distruggermi”.

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Il coraggio di amare.

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Stasera si è conclusa se non erro la terza stagione di Temptation Island e da buon programma trash riscuote enorme successo sui social suscitando le più disparate reazioni; disclaimer, si, guardo Temptation Island, così come Ex On The Beach, Geordie Shore, ecc ecc … amo, adoro, vado pazza per il trash … lo riconosco, so cos’è, non lo ergo ad esempio di vita ma mi ci spacco semplicemente dal ridere alla fine di una giornata in cui in media ho studiato, lavorato, pulito casa e fatto la spesa. Se non potete accettarlo, sti cazzi.

Detto questo, è finito Temptation Island, Veronica si è tenuta Antonio, Valeria si è tenuta Alessio e Ruben si è ripreso Francesca. Il panico. La gente che si incazza manco ci fosse la madre o il fratello in tv; premesso che ritengo sia tutto iper copionato come è ovvio che sia trattandosi di programma trash, una riflessione medio profonda me la voglio comunque sparare.

Perché non possiamo accettare che qualcuno si sacrifichi per amore ?

Ho cominciato ‘sta puntata col desiderio di sangue, speravo che finisse bene solo per i Lenticchi, per il resto mi auguravo sinceramente che Valeria e soprattutto Veronica li mordessero alla gola quegli altri due … Quando non è successo mi sono alterata e poi mi sono anche rimessa al mio posto perché la sapete una cosa, se al loro posto ci fossimo stati io e la persona di cui attualmente sono quasi innamorata avrei fatto esattamente la stessa cosa se non di peggio. E lo faccio quotidianamente peraltro, per voi mi faccio mettere in piedi in testa, come se li sono fatti mettere Valeria e Veronica, ma voi non lo sapete cosa è … non ci siete dentro perciò perché lasciarsi andare al giudizio.

Che poi c’è un confine fra il sacrificio e la dipendenza patologica per cui ti sottometti a tutto quello che l’altro fa e credetemi che lo conosco perché l’ho vissuto sulla mia pelle, sono arrivata al punto di giustificare tutto … le mancanze di rispetto, le prese in giro, le offese … e stavo male, non dormivo più, non mangiavo più, ho rischiato veramente di farmi molto male a causa della mia condizione fisica e psicologica alterata. Ho toccato il fondo ed ho capito che non era sano, che non andava bene quindi ho trovato la forza di risalire, ho capito che per quanto si può amare una persona non gli si più permettere di distruggerci. Ma questo non mi ha comunque portato a rinunciare a lui, semplicemente ho capito che posso amarlo anche preservando la mia salute fisica e mentale e tutti quei sacrifici che le persone mi vedono fare ogni giorno e che le portano a definirmi una sottona … per me sono niente. Ma il niente con la N maiuscola ragazzi, io so chi sono, mi conosco, so cosa arrivo a fare quando non sto bene … quello che sto facendo adesso è giusto così, è il mio modo di amare, con sacrificio.

Non giudichiamo troppo in fretta le persone ed i loro sentimenti, non li conosciamo abbastanza a fondo molto spesso … io non capisco come determinate persone non riescano a scendere a certi compromessi per amore, non solo romantico, ma anche familiare ma non per questo le etichetto come incapaci di amare. Amano in maniera diversa da me, non lo capisco, non lo potrei mai fare, non lo condivido ma non lo giudico e lo rispetto.

Probabilmente il mio è il modo di amare più pericoloso al mondo perché quando non va come deve andare ne esci distrutta, rotta, annientata perché ami e dai tutta te stessa, sacrifichi il tuo tempo, i tuoi interessi, la tua vita, a volte la dignità e lo fai col sorriso sulle labbra perché è per la persona che ami … ma quando questa persona ti fa del male il mondo crolla. Ti crolla addosso e ti schiaccia con il peso della consapevolezza di aver dato pezzi di te a qualcuno che non ne ha apprezzato il valore e che li ha sprecati, hai dato quanto di più prezioso avevi a chi lo ha preso e gettato come una scarpa vecchia.

Perciò non giudicate nemmeno quelli che fanno i salti mortali prima di chiudere una storia o che ci mettono mesi a riprendersi, non potete sapere quanta anima hanno perso insieme a quella persona … molte volte un addio si porta via più di quello che resta ed allora ricostruire diventa abbastanza complicato.

The 45th President of the United States of America – Donald J. Trump

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Che poi dire che il 45esimo Presidente è Trump è una visione eccessivamente ottimistica, inconsapevole ed ingenua della vicenda … a partire da oggi e per i prossimi 4 anni, speriamo meno, gli Stati Uniti d’America saranno in mano ad un pool di politicanti xenofobi, razzisti, omofobi, incompetenti ed alle lobbies, delle armi e del petrolio.

Perché per essere assunti come addetti alle pulizie o come baristi, con tutto il rispetto per entrambe le professioni, sono richiesti 4 anni di esperienza lavorativa pregressa e referenziata mentre per guidare la prima potenza militare e forse la seconda economica al mondo puoi essere un babbo di minchia qualsiasi.

Dear Trump’s supporters, maybe with Mr Donald you’ll make America great again … but what about the price that you and the rest of the world are going to pay ?!

Viviamo in una fase della storia del mondo e dell’umanità estremamente delicata, rischiamo lo scoppio della III Guerra Mondiale ogni giorno e cosa facciamo ?! Consegniamo una delle maggiori potenze mondiali nelle mani delle lobbies delle armi; con questa classe dirigente la produzione delle armi diverrà un caposaldo dell’economia statunitense, più di quanto non lo è già, e ciò avrà inevitabilmente conseguenze sulle decisioni di politica interna ed estera del Governo.

Come se ciò non fosse sufficiente a porre in luce la nefandezza dell’esito di queste presidenziali, le prima dichiarazioni del neoeletto Donald J. Trump riguardano un fantomatico muro eretto al confine con il Messico, la necessità di punire le donne che chiedono accesso alla pratica dell’interruzione volontaria di gravidanza ed il proprio impegno nella lotta contro il “marriage equality” per le comunità LGBT.

Per tutti gli americani che non hanno votato Trump e che ieri sera si sono addormentati con la consapevolezza di averlo come nuovo presidente, vi capisco, vi capiamo, abbiamo passato il ventennio Berlusconi … so cosa significa essere consapevoli di essere nelle mani di un soggetto, di un gruppo di soggetti, del genere.

America … hai eletto Donald Trump per paura dei mostri e, probabilmente, non ti sei resa conto che ti sei messa in casa un mostro ancora più grande e pericoloso … Spero che questa presidenza non faccia a voi quello che le nostre stanno facendo a noi, farci perdere di vista quello che siamo e farci perdere la forza di amare il nostro Paese.

Memento.

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Anche quando pensate di non valere niente, di essere le persone meno necessarie al mondo, di non aver motivo di andare avanti, di non avercelo nemmeno un posto nel mondo ricordatevi che non è così.

Siete stelle che devono solo scoprire il modo di brillare, siete luce e dovete solo trovare l’interruttore.

Siete il sole, splendete.

All they see is scars, they don’t see the angel living in your heart.

Dale gas para siempre, Luis.

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Come ogni venerdì di un week end di motomondiale oggi pomeriggio guardo le prove fino a che la bandiera rossa ferma tutto, Luis Salom è caduto alla 12 e devono spostarlo con l’elicottero quindi piloti ai box. Per chi come me segue questo sport e guarda le gare ormai da anni sa che elicottero non è mai una buona notizia, l’elicottero arriva ma decidono di recarsi in ospedale in ambulanza. Di nuovo, per chi come me segue questo sport da anni sa benissimo che elicottero e poi decidere di andare in ambulanza, beh questa è una notizia ancora meno buona di quella dell’usare l’elicottero. Purtroppo devo uscire e non posso rimanere alla TV ad aspettare aggiornamenti ma fortunatamente siamo nel 2016 e rimango sintonizzata grazie ai social.

Alle 17:18 sono in macchina e controllo Twitter, conferenza stampa in programma per le 17:20 … “Ok – mi dico -, due minuti e ci siamo”. Alzo lo sguardo e di fronte a me un camper con un adesivo molto speciale accanto al lunotto posteriore, il 58 di Marco. Allora, mettiamo le cose in chiaro … io a ‘ste cagate new age non ci credo però mentre aspettavo gli aggiornamenti sulle condizioni di Luis alzare lo sguardo e vedere il numero di Marco un po’ freddo me lo ha fatto venire. 17:22, scrivo l’hashtag Salom su Twitter per vedere un po’ ed il primo tweet che leggo recita un lapidario “Dep Luis”. Dep in spagnolo sta per “descansa en paz”.. riposa in pace.

Luis Salom non ce l’ha fatta, è morto.

E mi ritrovo a guidare in mezzo al traffico con gli occhi appannati dalle lacrime per la morte di un uomo che non ho mai visto né conosciuto ma che era un ragazzo di 24 anni che dava il sangue ed il cuore per quello che amava, le moto sono così … uniscono le persone in ogni parte del mondo, c’è come una specie di filo comune sporco di grasso per motori che attraversa il cuore di tutti noi bikers e ci tiene insieme anche se non sappiamo chi siamo, anche se non ci siamo mai visti, anche se non ci vedremo mai. Non so se lo sapete ma i vecchi motociclisti, oppure quelli che come me non sono vecchi ma solo tradizionalisti, per strada si salutano con un gesto della mano quando si incontrano, non so chi c’è di fronte a me dietro al casco integrale ma non è importante, è un motociclista e quindi in qualche modo siamo legati.

Ed allora non importa se io Luis Salom non lo avevo mai conosciuto, l’ho visto correre in 125, poi in Moto3 ed alla fine in Moto2, l’ho visto crescere in sella alla sua moto e sono cresciuta con lui visto che alla fine aveva solo due anni più di me; l’ho visto vincere 9 gare e fare 25 podi, ogni volta l’ho visto entrare al parco chiuso ed illuminare tutto con lo splendido sorriso che aveva.

Ho solo 22 anni e da quando mi sono innamorata di questo sport ho visto morire Daijiro Kato, Shoya Tomizawa, Marco Simoncelli, Doriano Romboni ed oggi Luis Salom. Questo è il motociclismo, dà la vita e la toglie e forse hanno ragione le persone quando dicono che per montare in sella ad una moto bisogna essere un po’ pazzi. Quando è morto Daijiro ero piccina ma Shoya, Marco e Luis li ho seguiti e persi da grande ed ogni volta ho pianto come se avessi perso un amico.

Chi muore in pista muore facendo quello che ama, questo comunque non lo rende meno difficile o ingiusto; Luis era un ragazzo con un grande cuore ed un meraviglioso sorriso che ha pagato un prezzo troppo caro per il proprio sogno. Nessuno muore davvero finché vive nel cuore di chi resta e Luis non sarà dimenticato. Luis, Marco, Shoya, Daijiro e chi come loro ha pagato con la vita questa folle passione vive nel cuore di tutti noi. Ci mancate e ci mancherete.

 

Descansa en paz, campeón.

#LS39.

Sorry for destruction.

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Attentato a Brussels, più di 30 morti, quasi 200 feriti, un’altra città europea in ginocchio.

L’ISIS non tarda a rivendicare l’attacco e allora vengono chiuse le frontiere che dal Belgio portano in Francia, quest’ultima ancora piegata dagli attentati di Parigi di fine 2015 schiera più di 1000 militari a presidiare i punti sensibili della città. Tutta l’Europa di nuovo come a novembre si sveglia con la paura di morire e si chiude in casa, chiude le frontiere, chiude gli aeroporti, chiude le porte alla vita.

L’ISIS ed il terrorismo sono il buio, come possiamo sconfiggere il buio continuando a chiudere ogni spiraglio e a rintanarci negli angoli ?!

Non saranno le bombe né i proiettili a sconfiggere il Califfato, il Califfato dobbiamo sconfiggerlo noi senza paura, con la dignità ed il coraggio di essere umani … apriamo le porte a chi ha paura, la stessa paura che abbiamo noi; accogliamo chi sta fuggendo. Mostriamogli che l’Europa e l’Occidente non sono solo il mostro che ha svuotato il loro Paese di ogni risorsa riducendoli all’osso, mostriamogli che non è solo il mostro che da 30 anni gli lancia le bombe sui tetti delle case per prendersi i pozzi petroliferi e gli sbocchi sulle tratte commerciali, mostriamogli che non siamo solo il mostro che i capi dell’ISIS dipingono.

Come credete che queste persone riescano a convincere altri esseri umani a morire per uccidere quanti più occidentali possibile ?! Certo, qualcuno non hanno bisogno di convincerlo poi molto ma ehi, i pazzi ce li abbiamo anche noi (vedi il Breivik e la strage di Utoya).

L’ISIS nasce dalle macerie di quello che noi, che l’Occidente ha lasciato in quei Paesi. L’ISIS nasce dai morti che abbiamo fatto per il Petrolio, nasce dall’essersi spartiti a tavolino i territori, dall’aver inventato la Siria per avere lo sbocco sul mare. L’ISIS cresce e si nutre con quello che abbiamo fatto.

Allora per sconfiggere l’ISIS non si può tirare altre bombe né sparare altri proiettili, dobbiamo ripartire da un mea culpa, dall’inaugurazione di un nuovo Illuminismo che passi per la ridistribuzione delle risorse e la rivalutazione della dignità umana. Offrire un futuro a queste persone significa tagliare le fila dell’ISIS, dobbiamo fare il sacrificio di offrire la vita.

Oggi c’è stato l’attentato a Brussels e 34 persone sono morte per le bombe del Califfato, il mondo piange ed è giusto così. Ma oggi, nonostante Brussels, il Califfato non ha vinto perché nel campo profughi di Idomeni al confine fra Grecia e Macedonia un bambino nonostante il freddo, il sonno, la fame, le botte, la paura ha avuto la forza di reagire.

Ha alzato un cartello con su scritto “Sorry for Brussels” e l’ha fatto mentre una pletora di militari europei lo stanno prendendo a calci in culo per rispedirlo a morire a casa sua, nonostante ciò ha avuto abbastanza cuore di soffrire per noi. Questo bambino e chi è come lui è la chiave per sconfiggere l’ISIS.

Questo ragazzino, da solo, dal basso di un campo profughi in mezzo al fango, ha rubato la parola al Califfato islamico e alle sue bombe; così si vince questa guerra. Grazie piccolo grande eroe, che tu possa finalmente trovare in questa terra ciò che la tua ormai non può più offrirti, la vita. bruxelles, campo profughi di Idomeni tra Grecia e Macedonia

Parità di diritti ‘sta ceppa.

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Ddl Cirinnà, proposta di legge sulle Unioni Civili.

A questo punto opterei per “Burla Cirinnà”, “Schifezza Cirinnà”, “Presa per il culo Cirinnà”, “Vi perculiamo anche a sto giro Cirinnà”.

Mi dispiace per quella povera crista che vedrà perennemente il proprio nome associato ed accostato all’ennesimo episodio di stronzate all’italiana; è stato approvato lo stralcio dell’art. 5 relativo alle stepchild adoption dal ddl. Per gli ignoranti, i qualunquisti o semplicemente i poco informati stepchild adoption non significa “adozioni gay” ma semplicemente adozione del figlio naturale di uno dei coniugi da parte dell’altro. Non significa se ce la potete fare ad intendere dare un bambino ad una coppia gay (cosa che in ogni caso non mi creerebbe nessun problema, ndr) ma semplicemente dare un riconoscimento giuridico ad una situazione di fatto che già esiste e cioè la possibilità di un padre e di una madre omosessuali di crescere il proprio figlio naturale con il proprio compagno e compagna. Negare questo riconoscimento non significa impedire che ciò accada nella realtà e nella prassi ma semplicemente negare l’ufficialità a qualcosa che esiste così, a spregio.

Non solo lo stralcio delle stepchild adoption, adesso il Ncd, per gli amici Nuovo Centrodestra, partito che occupa circa il 2% dei seggi in Parlamento, vuole anche che dal Ddl sia eliminato ogni riferimento ai contenuti proprio del matrimonio fra coppie eterosessuali. Così … di nuovo, a spregio, giusto per dire “Si si, fate come vi pare, prendetevi qualche diritto, sposatevi pure, ma sappiate che sarete sempre qualcosa meno di una coppia eterosessuale”. Come se questi diritti dovessero essere concessi ed elargiti dallo Stato, come se non fossero connaturati all’essere umano in quanto tale;  come se noi fossimo qualcuno per decidere chi può e non può godere di un diritto che gli spetta per natura.

Come se non bastasse, come se quanto detto non fosse già abbastanza sconcertante … vi rendo noto che continuando a perpetrare questa meravigliosa tradizione di violazione dei diritti delle coppie omosessuali paghiamo uno sproposito di sanzioni all’Unione Europea.

In ultimo, ai paladini dei diritti dei bambini che vanno avanti al grido di “i bambini lasciateli stare, i bambini non dovete toccarli, ecc”., sono per caso anche gli stessi che tacitamente accettano gli insabbiamenti della Chiesa Cattolica e di San Pietro sugli abusi sessuali perpetrati da preti e ministri di culto cattolici ai danni di bambini in ogni del mondo ?! Voi cattolicanti che appoggiandovi alla fuffa negate dei diritti naturali ad esseri umani tali e quali a voi siete per caso gli stessi che da anni insabbiano ed occultano la PEDOFILIA ?! 

Ciaone eroi dell’assurdo, salutatemi la coscienza se mai un giorno la troverete.

Quelli sbagliati.

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Assisto quotidianamente ad un preoccupante aumento di condivisioni online di post in cui vengono affiancate immagini (presumibilmente) di immigrati nei nostri centri di accoglienza a foto di bambini africani sfiniti dalla malnutrizione. Il tutto condito da commenti vari riassumibili in “ho l’impressione che stiamo aiutando quelli sbagliati”.

E poi mi affaccio alla finestra e vedo i figli ventenni degli abitanti delle case popolari del mio quartiere passare le loro giornate a deturpare con sporcizia ed atti vandalici la piazzetta di fronte a casa mia con in mano un iphone 6 ed indosso un Woolrich.

Mi fermo un attimo a riflettere e si, anche io ho l’impressione che stiamo aiutando quelli sbagliati. 

Io RESTO con Vale.

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Ahhh, eccoci qua.

Partiamo col dire, per onestà mentale ed intellettuale, che io sono assolutamente ed incondizionatamente una seguace di Valentino Rossi e della sua Academy e che sostengo fermamente lo scandalo e la luridità di Marc Marquez dai tempi in cui era in 250; detto questo sappiate che sono comunque in grado di essere obiettiva, credo.

Sarebbe facile dire che tutto nasce due settimane fa a Sepang o all’inizio del mondiale al GP de Las Americas, in realtà secondo me dobbiamo partire da un altro momento di non facile collocazione temporale in quanto solo il diretto interessato ci può dire quando è accaduto e vale a dire il momento in cui Marc Marquez si è reso conto che bravissimo, meraviglioso, gran canna, gran coraggio ma resterà sempre il “dopo Valentino”. Il momento in cui Marc si è reso conto che Vale lascia un’impronta troppo profonda per poter essere cancellata da (un testina di minchia sbruffoncello e senza cervello, n.d.r) lui. Il momento in cui Marc si è reso conto che a Vale non gli appiccica nemmeno la saponetta sul ginocchio e non gliela appiccicherà nemmeno fra anni perché tutto quello che lui riuscirà a fare nella sua carriera, Vale lo ha già fatto prima di lui.

E allora al (giovane sbruffoncello che ha avuto sempre la pappa pronta, n.d.r)  ragazzo gli si chiude la vena e decide che se il mondiale non lo può vincere lui, perché su 18 gran premi fa a mala pena 9 podi e 6 li vede finire comodamente seduto nel suo box a rattopparsi la tuta sbriciolata nel ghiaione, allora non lo dovrà vincere nemmeno Valentino. E quindi sceglie il male minore, Lorenzo; la fortuna vuole che sia anche spagnolo così a mali estremi si giustificherà, come effettivamente accade poi, con il nazionalismo. Lorenzo stai tranquillo, potevi essere anche uzbeko che Marc il culo te lo guardava comunque. E quindi comincia tutta una serie di sottili, a volte mica tanto sottili, strategie e mossette per buttarla nel tunnel a Vale; a Sepang si sparano 14 sorpassi in 3 giri (aiutatemi con i numeri, la gara l’ho vista dalla spiaggia di Marsa Alam … il segnale non era dei migliori) e quando quel tordotto di Vale, sempre troppo buono perché io gli rifilavo un pedatone nelle gengive sul dritto, lo porta fuori e si volta a guardarlo probabilmente per dirgli di andare a pascolare le anatre in Andorra Marc carpe diem e con una pinzata al freno anteriore, registrata anche dalle telemetrie Honda chapeu alla direzione gara, si butta eroicamente in terra. Ed improvvisamente Valentino diventa Satana e prende 3 punti di penalizzazione sulla patente e parti ultimo e zitto.

Questa la decisione della Direzione Gara malese che alla fine non colpevolizzo nemmeno perché cosa pretendi da un gruppo di poveri cristi che vedono una corsa l’anno e si trovano a decidere delle sorti di un mondiale sulla base di un episodio apparentemente dubbio ?! Nulla, non pretendi nulla e allora accetti anche la sanzione. Ma poi dico io, poi, in un secondo momento, quando rivedi le riprese e ti rendi conto che Vale a meno che non sia Chuck Norris come cazzo li ha tirati giù 200 kili di roba con un ginocchio e che la moto di Marquez è caduta in modo anomalo e la telemetria ti mostra la pinzata … poi, la vuoi rivedere questa minchia di sanzione ?! Va bene la sanzione, perché Valentino lo ha portato fuori traiettoria e tutto quello che è giusto, ma quando ti dimostrano che non l’ha buttato lui a terra ma Jean D’arc de noantri là si è immolato con una pinzata al freno glielo vuoi togliere quel punticino bastardo che lo colloca sulla 26esima casella di Valencia ?! No, non la vuoi rivedere e ancora qualcuno deve darmi una spiegazione accettabile del perché. Ma sull’incidente (chiamiamolo pure col suo nome, trappola di Marc) di Sepang non mi dilungo più perché, se siete interessati, esiste una spiegazione tecnica che vi risparmio super obiettiva ed esauriente data da Fonsi Nieto in un’intervista reperibile on the net.

E quindi niente, 26esima casella, tutti stanno con Vale (guess why, n.d.r), il TAS dice poi morì, Lorenzo spara una pole della Madonna e si arriva a Valencia; tutti a preoccuparsi della rimonta di Vale e della partenza di Jorge e poi arrivo io che con la mia esile vocina dico “Scusate, ma omettete di prendere in considerazione il ruolo che giocherà Marquez” e tutti che ottimisticamente mi rispondono “Macché, dopo quello che è successo a Sepang Marc correrà per se” .. ehm ehm .. a giochi fatti sono lieta di rispondervi come avrei già voluto rispondervi ieri … Si, sto cazzo.
Ci si schiera, si vomita, si trasuda ansia, si prega anche se non ci si crede, si incrociano le gambe, le braccia, le dita, i ventricoli e le carotidi e si parte.
Con lo start Vale si mangia 10 piloti e comincia la rimonta, qualcuno ha rispetto di un 9 volte campione del mondo uccellato da un (bimbetto viziato che per inciso sta sui coglioni a 3/4 di paddock dico io un motivo ci sarà, n.d.r) pilota di 22 anni e gli fa spazio (tipo un grande Danilo Petrucci che per aiutare Vale perde anche la posizione da Smith e non la recupererà più, grazie Danilone n.d.r), qualcuno giustamente fa la sua gara e prova a tenerlo dietro, Vale c’ha la madonna nel gas e arriva quarto. E qui comincia il degrado di uno sport meraviglioso e storicamente pulito che oggi è stato sepolto sotto badilate di fango dal Signor Marc Marquez, pilota numero 93, vergogna totale.

Marc è in seconda posizione dietro Lorenzo che per tutta la gara macina un signor 1:31 alto; singor passo da signor pilota che va per vincere un mondiale. Raga tutto rego se non fosse che Marc per 30 giri deve frenare ed allargare le traiettorie per non finire in collo a Lorenzo perché ne ha tanta di più di benzina. Ma no, perché 5 punti non glieli toglie prima di essere sicuro che Valentino non sia in zona mondiale e allora dall’inizio della gara Marquez dal muretto si fa segnalare anche la quarta posizione e quando vede scritto che c’è Valentino a 12 secondi da Pedrosa inizia ad avvicinarsi a Lorenzo per prendersi la prima posizione e vincere la gara. Tanto con Vale quarto, Jorge può tranquillamente arrivare secondo e vincere il mondiale. Si, tutto fantastico se non arrivasse la carta matta a scombinare i piani del machiavellico Marc … Pedrosa accende i propulsori ed in un paio di giri è in culo ai due in testa. E allora Marc non lo può più superare Jorge perché se poi, per sbaglio, dovesse superarlo anche Pedrosa … Lorenzo arriverebbe terzo e Valentino quarto ed il mondiale sarebbe di Rossi. E allora Marc dopo aver fatto il bravo bambino per 28 giri al culo di Lorenzo tira fuori la stessa cattiveria che caccia mia mamma quando gli pesto lo straccio passato di fresco e infila ripetutamente il proprio compagno di squadra come se gli stesse rubando l’ultimo posto sulla giostra delle teste di minchia (Marc, in quanto rappresentante della categoria, ci tiene parecchio a salire, n.d.r). Complice un errorino di Dani nell’inserire una marcia la gara finisce con Lorenzo, Marquez, Pedrosa e Valentino e con il mondiale che per 5 punti lo vince Jorge.

Ohhhh, ovvia.
Bravo Marc !
Badiamo bene, io non dico che Lorenzo non si merita questo titolo … Ha comunque fatto 12 podi, con Valencia ha vinto 7 gare e si è ritirato un volta sola … il mondiale sarebbe anche meritato. Il problema è che il mondiale se lo meritava anche Vale che ha 36 anni, di gare ne ha vinte 4 ma di podi ne ha fatti 15 e non si è mai ritirato. E più che meritarsi di vincerlo, Vale questo mondiale non si merita di perderlo così.

Marquez non aveva e non ha il diritto di decidere chi vince il mondiale quando non è lui a poterselo portare a casa.

E si arriva al momento più bello della giornata; le interviste.

Jorge, forse per imbonire un po’ quelli incazzati come iene, forse perché conserva un briciolo di onestà e di dignità, ammette che Marquez lo ha aiutato della Madonna anche se, dice lui, lo ha fatto per nazionalismo, perché sono entrambi spagnoli.

Pedrosa parla dei sorpassi di Marquez con il consueto aplomb anche se questa volta ha la faccia di uno che vorrebbe dire che il proprio compagno di squadra è una gran bella merda, ma non si può fare e Dani lo sa e quindi sposta l’attenzione sull’errorino fatto nel mettere la marcia e si leva elegantemente di torno.

A Suppo gli paventano l’ipotesi che Marc abbia fatto il gioco di Lorenzo e lui commenta “Ciao” e se ne va, salvo poi essersi scusato ad onor del merito; non lo commento nemmeno perché, prima con Casey ed ora con Marquez, Livio Suppo mi sa un po’ di 15enne rifiutata dal ragazzino di cui è innamorata che si fa tutti i suoi nemici per ripicca dove Vale è il ragazzino e gli altri due, ovviamente, i nemici.

E poi arriva lui, Master Biscotter … colui che decide chi vive e chi muore.
Arriva e dice che lui ha spinto al 100% ma che Jorge andava troppo veloce e che la sua strategia di gara era stare a tirarsi le cuticole per 29 giri e poi fare la mossona all’ultimo; già qui, notoriamente Marc te sei uno che studia parecchio e che non entra non appena vede uno spiraglio di spazio che forse ci potrebbe passare si e no il gabbiano spirato a Phillip Island, no no .. sei uno riflessivo effettivamente, e va beh.
E poi ci dice che Jorge era imprendibile .. già perché uno che in Australia in mezzo giro recupera 7 decimi e fa due sorpassi prendendo poi anche quasi un secondo di margine non riesce proprio a ricucire un cazzo di gap da un decimo e mezzo su Lorenzo, no.
E poi ci dice che 1:31 alto è un passo della Madonna e lui a metà gara non se la sentiva di andare più forte perché sai le gomme, e poi arriva al parco chiuso e vedi che le gomme stanno meglio di me e di te messi insieme e ti viene in mente sempre Phillip Island dove il ragazzo ha fatto 1:29:2 nell’ultimo giro con le gomme sfinite come Cassano al 95esimo.

E poi, dulcis in fundo, ti dice anche che lui il passo per prendere Lorenzo non lo aveva. Ok, quindi automaticamente quando vedi che il tuo compagno di squadra recupera 1 secondo e 7 in due giri lo fai passare e poi insieme prendete le prime due posizioni, giusto ?! Eh no, quindi quando vedi che il tuo compagno di squadra ha un gran passo e può vincere e portarti al secondo posto dietro di se apri il cazzo di gas che avevi tenuto chiuso per 28 giri e lo rimetti al suo posto perché dio cristo lo hai capito o no Dani che sto cazzo di mondiale Valentino non lo deve vincere ?!

E quindi Valencia è finita così, un epilogo tragico ed imbarazzante per uno dei motomondiali più belli degli ultimi anni.

Alla fine della gara ho pianto, e tanto, perché Vale ha 36 anni, questo mondiale lo aveva voluto e costruito e non è stato giusto niente di quello che è successo nelle ultime due settimane ma poi mi sono resa conto che nel male ci è andata bene. Finalmente vi siete resi conto di cosa è quel ragazzo lì, vi siete resi conto nelle mani di chi avete messo il futuro del motociclismo. Se non lo avete capito ve lo dico io, di un soggetto che non ha rispetto per lo sport bellissimo che pratica.
E qui l’unica cosa che rimprovero a Jorge, che il rispetto per il motociclismo oggi non lo ha avuto nemmeno lui perché per la foga cieca di vincere ha accettato implicitamente l’aiuto di uno che nel 2013 lo ha messo dietro di 4 punti e nei confronti del quale è sempre stato duro e critico; l’unico pollice verso qua Jorge è quello per la tua dignità di campione che oggi si è un pelino macchiata.

In conclusione, Valentino non ha bisogno di un decimo titolo su Wikipedia per essere un campione … un Campione ce lo rendiamo noi, ce lo rende il pubblico che a Valencia col podio tutto spagnolo si riversa, anziché sotto la premiazione o al parco chiuso, ai box per accogliere lui, il 9 volte campione del mondo, l’uomo dei record, il più grande pilota di moto che il mondo abbia mai avuto il piacere e l’onore di veder correre, Valentino Rossi. Campione di titoli e di sport, che oggi vince una cosa, spero, ben più preziosa di un decimo titolo … il rispetto e l’orgoglio dei suoi tifosi e non solo.

Grazie Vale per essere un uomo di cui andare fieri, del quale si può orgogliosamente dire “si, sono un suo tifoso”; grazie per essere Vale e per averci regalato un sogno che non è ancora finito. Grazie per aver lottato onestamente e per aver lasciato strategie e biscotti ai bambini con l’ansia da prestazione e la smania di essere grandi quando invece rasentano il metro e 20.

Per noi, per me oggi Valentino Rossi ha vinto 100 volte … Ha vinto in pista e dopo quando ha detto tutto quello che bisognava dire … Hai fatto vedere il motociclismo bello oggi Vale … Ce lo hai fatto vedere te, ce lo ha fatto vedere Danilo che ti ha fatto largo, ce lo hanno fatto vedere quelli che hanno fatto la loro gara ma senza ostacolarti, ce lo ha fatto vedere Nelli sfinito dall’aver sbagliato che umilmente si scusa con chi ha buttato giù, ce lo ha fatto vedere Oliveira che dopo aver lottato per vincere si congratula con Kent e lo fa sorridendo. Grazie a voi che, nonostante il crescente numero di Marc Marquez, continuate ad essere i Valentino Rossi della situazione.
Per quello che vale, so che vi stanno rendendo onore bruciando la gomma di dietro anche Marco, Shoya, Daijiro e tutti quelli che il motociclismo purtroppo lo rendono bello solo con il loro ricordo.
Il popolo giallo ti aspetta fra un paio di mesi abbondanti più agguerrito che mai.

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Educazione ?! No grazie, ma lui si.

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Leggo sempre più spesso indignazione e sdegno per il crescente tasso di immigrati presenti nella nostra società … Per quanto mi trovi in disaccordo con quasi tutte le argomentazione alla base di tale sdegno una in particolare non cessa mai di sorprendermi e di indignarmi a mia volta.

La maleducazione e l’inciviltà.

Cioè, la nostra società si lamenta degli immigrati presenti nel nostro Paese anche perché, fra le altre, sono maleducati ed incivili. Cioè, per fugare in ultimo qualsiasi dubbio od incertezza di sorta, i miei concittadini si lamentano della presenza degli immigrati nella mia città perché sono maleducati ed incivili.

Vi parlo della mia città, una tranquilla città di discreta grandezza affacciata sul mare, storicamente di orientamento politico progressista pertanto non un centro di xenofobi razzisti, perché non mi si accusi di fare discorsi privi di fondamento, privi di riscontro tangibile. Vi parlo della mia città, che purtroppo è una sineddoche della situazione nazionale italiana, perché la vivo ogni giorno e quindi so di cosa parlo in modo che non mi si possa tacciare di idealismo e qualunquismo.

I miei concittadini ogni giorno si lamentano di come questi immigrati abbruttiscano Viareggio con la loro maleducazione ed inciviltà e poi io sono costretta a stare in terrazza a vegliare il garage del mio condominio perché il gruppo di ragazzetti di quartiere gioca a sfondarci le auto.

E poi siamo costretti a chiedere permesso per entrare in casa nostra perché ogni giorno abbiamo una decina di ragazzi italiani perfettamente abili ed in forze che stanno a bivaccare sui nostri portoni sfruttando la rete wi-fi libera di un signore settantenne mio vicino.

E poi siamo costretti a minacciare ogni sera di chiamare la polizia e le forze dell’ordine per riuscire ad addormentarci prima delle 2 di notte perché decine di ragazzi stanno sotto le nostre finestre ad urlare e a ridere.

E poi la mia vicina di casa ottantenne è costretta ad essere derisa ed insultata tutte le volte che esce dalla porta di casa perché un paio di volte ha fatto l’errore di chiedere e dire a questi soggetti di allontanarsi dalla nostra proprietà, allora adesso è minimo minimo “quella vecchia di merda”.

E allora mi domando e dico, come potete pretendere degli immigrati educati e civili quando siete gli stessi che mettono e crescono al mondo delle teste di cazzo col pedigree ?!